Ogni anno, il 5 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove in tutto il mondo un gesto che costa poco e vale moltissimo: lavarsi le mani. Clinica Nuova Itor ha scelto di aderire anche quest’anno a questa iniziativa, perché crediamo che la prevenzione si costruisca nei dettagli e che un gesto semplice, fatto bene e al momento giusto, possa davvero fare la differenza per la sicurezza dei nostri pazienti.
Un appuntamento globale, un messaggio che non invecchia
Da diciotto anni, il 5 maggio l’OMS promuove la Giornata Mondiale per l’Igiene delle Mani, un appuntamento per ribadire il ruolo chiave di questa pratica nella cura clinica. Il tema scelto per il 2026 è quanto mai diretto: “Action saves lives — L’azione salva vite”. Un richiamo esplicito alla necessità di tradurre le raccomandazioni in comportamenti concreti, quotidiani e sistematici nei contesti assistenziali. La campagna ha obiettivi precisi: consolidare le corrette pratiche di igiene delle mani all’interno dei percorsi di cura, seguendo i 5 momenti indicati dall’OMS, e integrarle strutturalmente sia nei piani nazionali per il controllo delle infezioni, sia nelle procedure operative delle singole strutture sanitarie. I numeri confermano l’urgenza: la mancata igiene delle mani è riconosciuta come causa del 50% delle infezioni nosocomiali. Il 2026 è inoltre un anno-obiettivo importante: l’OMS ha indicato proprio quest’anno come traguardo per l’introduzione, in tutti i Paesi, di sistemi di monitoraggio dell’adesione all’igiene delle mani almeno negli ospedali di riferimento, con feedback strutturati agli operatori.
Un impegno quotidiano
Aderire a questa giornata non è per noi un atto simbolico. È la conferma di un impegno che portiamo avanti ogni giorno: garantire ai nostri pazienti un ambiente di cura sicuro, in cui ogni operatore conosce, rispetta e applica i protocolli di prevenzione delle infezioni. In occasione del 5 maggio, il nostro personale sanitario rinnova la propria attenzione ai 5 momenti dell’igiene delle mani:
- prima del contatto con il paziente;
- prima di una manovra asettica;
- dopo l’esposizione a liquidi biologici;
- dopo il contatto con il paziente;
- dopo il contatto con l’ambiente del paziente.
Siamo infatti assolutamente convinti che la sicurezza in corsia si costruisce anche così: con gesti precisi, ripetuti, consapevoli. Crediamo che sensibilizzare significhi prima di tutto dare l’esempio, e che ogni struttura sanitaria abbia la responsabilità di contribuire a quella cultura della prevenzione di cui il nostro sistema ha bisogno.
Fonti:
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