I calcoli biliari sono dei depositi solidi che si creano all’interno della cistifellea (o colecisti), piccolo organo dell’apparato digerente che immagazzina la bile per poi rilasciarla nell’intestino tenue. Anche se meno conosciuti dei calcoli renali, i calcoli della cistifellea provocano forte dolore e possono rendere necessario l’intervento chirurgico di rimozione della colecisti. Come e perché si formano i calcoli biliari? Quali sono i sintomi principali? Come bisogna comportarsi per prevenire questo disturbo? Di seguito, tutte le risposte a queste domande.

Calcoli biliari, calcoli alla colecisti, calcoli alla cistifellea. Tre nomi per indicare un’unica patologia. Ma cosa sono esattamente i calcoli biliari? Da un punto di vista medico, si tratta di depositi di materiale solido che si formano all’interno della cistifellea (detta anche colecisti), cioè un piccolo organo che fa parte dell’apparato digerente e ha il compito di immagazzinare la bile prodotta dal fegato. Nella maggior parte dei casi si tratta di “sassolini” di colesterolo. La formazione di calcoli biliari è piuttosto diffusa, ma spesso non provoca alcun disturbo, perché si tratta di depositi poco numerosi o di piccole dimensioni. Quando invece i calcoli si ingrandiscono possono ostruire la cistifellea e i dotti biliari e provocare dolore (colica), ittero e la pancreatite acuta. In questi casi, si rende necessario ricorrere a un intervento chirurgico di asportazione della cistifellea.

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Come si manifestano i calcoli della colecisti: colica biliare e altri sintomi

Il dolore è senza dubbio il sintomo principale della presenza di calcoli nella colecisti, soprattutto nelle fasi acute della patologia. Si tratta di un dolore che colpisce con fitte violente la parte destra dell’addome, subito sotto le costole, e può protrarsi anche per alcune ore. La manifestazione dolorosa (che prende il nome di colica biliare) può essere talmente forte da richiedere il trasporto in pronto soccorso per alleviarla (un po’ come accade per le coliche renali).

Alle coliche biliari possono essere associati altri sintomi:

  • dispepsia (difficoltà a digerire soprattutto i cibi grassi)
  • nausea e vomito;
  • febbre;
  • ittero.

Le cause e i fattori di rischio dei calcoli biliari

Le cause della formazione di calcoli nella cistifellea sono da ricercare nella presenza, all’interno della bile, di sostanze in eccesso che tendono appunto a depositarsi. La casistica più diffusa, come già anticipato, è quella che prevede la formazione di calcoli di colesterolo, tipica del mondo occidentale. In questi casi, il fegato secerne una bile molto ricca di colesterolo e una parte di questo tende a depositarsi nella colecisti e a generare i calcoli biliari. Un’altra possibilità, meno frequente, è che i calcoli siano formati da bilirubina.

Ai fini della prevenzione della cura dei calcoli, però, è utile indagare le ragioni che possono portare ad un eccesso di colesterolo (o di bilirubina) e quindi alla loro formazione. I fattori di rischio sono molteplici:

  • cattive abitudini alimentari, che portano a un aumento di colesterolo nell’organismo;
  • obesità
  • repentina perdita di peso;
  • ereditarietà;
  • sesso femminile (le donne, infatti, risultano più esposte a questo disturbo);
  • età avanzata (la presenza di calcoli nella cistifellea è più frequente dopo i 65 anni);
  • etnia (la calcolosi biliare è piuttosto frequente nelle popolazioni indino-americane).

La diagnosi dei calcoli biliari: fattori di rischio ed esami consigliati

In presenza di una dei fattori di rischio indicati o dei sintomi elencati, è utile sottoporsi a esami specifici che permettono di individuare i calcoli, arrivare a una diagnosi esatta e comportarsi di conseguenza (cercando di prevenire un possibile peggioramento o iniziando una terapia risolutiva). L’esame più utile per intercettare i calcoli nella cistifellea è la ecografia. in aggiunta è possibile ricorrere a una colangio risonanza magnetica

Trattamento e cura dei calcoli alla cistifellea

Una volta correttamente diagnostica la presenza di calcoli nella colecisti, il medico specialista può valutare come procedere. Se i calcoli non hanno ancora causato dei disturbi e non hanno delle caratteristiche che li rendono più rischiosi ci si può limitate a monitorarne l’andamento nel tempo, andando a intervenire, nell’immediato, sui fattori di rischio controllabili in un’ottica di prevenzione (come l’alimentazione o l’attività fisica). Invece, nel caso la situazione lo richieda bisogna intervenire con un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione per via laparoscopica della colecisti (colecistectomia) e dei suoi calcoli.

La prevenzione della calcolosi biliare: buone abitudini e cosa mangiare

Nei soggetti a rischio, la prevenzione svolge un ruolo fondamentale al fine di evitare la formazione o l’aggravamento dei calcoli nella cistifellea e quindi il verificarsi di coliche biliari. I principali accorgimento da seguire sono:

  • modificare la propria alimentazione, aumentando il quantitativo di fibre e diminuendo quello di grassi ed evitando di saltare i pasti o digiunare in modo prolungato;
  • svolgere regolare attività fisica, anche leggera;
  • seguire diete dimagranti equilibrate, che evitino drastiche e rapide perdite di peso.

Articolo revisionato dal Dottor Roberto Pirozzi, specialista in chirurgia generale presso la Clinica Nuova Itor