Il diabete mellito di tipo 2 è una patologia caratterizzata da un aumentato livello di glucosio nel sangue, a causa di problemi nella produzione o nell’utilizzo dell’insulina. La tipologie 2 è la forma più diffusa di diabete mellito, con insorgenza prevalente nella popolazione adulta e nelle persone con problemi di sovrappeso o obesità. La cura prevede l’adozione di una dieta specifica e l’assunzione regolare di terapia con farmaci orali e/o insulina.

Il diabete è una patologia cronica che gode di un’ampia fama, collegata alla sua altrettanto larga diffusione. Solo in Italia, infatti, sono circa 3,5 milioni i malati di diabete, con un incidenza maggiore nelle fasce di popolazione con età più alta e con livello socioeconomico più basso. Il diabete, però, non è una malattia unitaria, quanto piuttosto una patologia che può assumere diverse forme. Le più note sono il diabete mellito di tipo 1 e il diabete mellito di tipo 2, a cui poi si deve aggiungere il diabete gestazionale, che colpisce specificamente le donne in gravidanza. L’elemento comune a tutte le forme di diabete è l’eccessiva presenza di glucosio nel sangue, collegata a una scarsa sensibilità dell’organismo all’insulina. L’approfondimento che segue è dedicato specificatamente al diabete di tipo 2, analizzandone caratteristiche, possibili cause e fattori di rischio, sintomi e terapie.

Cos’è il diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 si caratterizza per la presenza nell’organismo di un quantitativo insufficiente di insulina rispetto al necessario. Questa condizione può essere legata a due ipotesi:

  • scarsa produzione dell’insulina da parte del pancreas;

  • sviluppo di una condizione di insulino-resistenza, che porta l’ormone a non agire in maniera adeguata, pure se presente a sufficienza.

Cause e fattori di rischio del diabete mellito 2

Sulle cause del diabete 2 non si sono ancora raggiunte conoscenze definitive, anche se nel mondo scientifico si considera ormai assodata la sua origine multifattoriale, cioè potenzialmente legata a una pluralità di elementi concomitanti o alternativi. Inoltre, è bene sottolineare come la probabilità di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 aumenti con l’invecchiamento (per questo è anche detto diabete dell’età adulta) e sia più frequente anche in coloro che soffrono di sovrappeso o obesità. Alimentazione e stile di vita scorretti, quindi, giocano un ruolo fondamentale nell’insorgere della malattia e possono essere considerati veri fattori di rischio.

Come riconoscere il diabete di tipo 2: i sintomi

I principali sintomi del diabete di tipo 2 sono:

  • aumento della quantità di urina prodotta (e quindi dello stimolo di andare al bagno);

  • aumento della sete;

  • aumento della fame (e conseguente incremento del peso);

  • frequente sensazione di affaticamento;

  • offuscamento della vista;

  • mal di testa;

  • lentezza nella cicatrizzazione delle ferite;

  • frequente intorpidimento di mani e piedi con formicolio;

  • frequente contrazione di infezioni;

  • prurito;

  • irritabilità.

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La diagnosi del diabete di tipo 2

Alla diagnosi di diabete mellito di tipo 2 si può arrivare mediante analisi del sangue e analisi delle urine. In particolare, i test ematici di riferimento sono tre: glicemia al mattino (dopo 8 ore di digiuno), emoglobina glicosilata (per valutare i livelli di glicemia nell’arco di 2-3 mesi) e carico orale di glucosio. A questi si aggiunge la glicosuria, che registra la presenza di glucosio nelle urine.

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I rischi e le possibili conseguenze del diabete mellito di tipo 2

La tempestiva diagnosi del diabete mellito di tipo 2 è fondamentale per evitare che si verifichino conseguenze anche gravi, soprattutto a carico di sistema nervoso, sistema cardiovascolare, occhi e reni. Conseguenze che sono legate al danneggiamento dei vasi sanguigni, provocato proprio dal diabete. In particolare, si possono verificare:

  • problemi di circolazione agli arti (soprattutto alle gambe), con formicolii e dolore localizzati;

  • retinopatie che possono portare anche alla perdita della vista;

  • cataratta precoce;

  • glaucoma;

  • patologie cardiocircolatorie come infarti, ictus e arteriosclerosi;

  • insufficienza renale

  • neuropatia sensitiva, mista o autonomica

Come si cura e si controlla il diabete mellito di tipo 2

La prevenzione e la cura del diabete mellito di tipo 2 passano in primo luogo dall’adozione di uno stile di vita sano, sia in termini di corretta alimentazione che di esercizio fisico. Condizioni di sovrappeso e obesità, infatti, possono essere l’anticamera di forme di insulino-resistenza e rendere diabetici. Una volta emersa la malattia, però, la dieta adeguata va necessariamente affiancata con una terapia farmacologica che preveda la regolare assunzione di farmaci prescritti dallo specialista diabetologo; la terapia antidiabetica deve protrarsi per tutta la vita. Allo stato attuale delle conoscenze mediche, infatti, non esistono terapie risolutive per le diverse tipologie di diabete.

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Articolo revisionato dalla dott.ssa Barbara Pirozzi, specialista in endocrinologia e diabetologia presso la Clinica Nuova Itor