Il diabete di tipo 1, seppure molto meno diffuso rispetto a quello di tipo 2, merita di essere conosciuto e approfondito. Si tratta, infatti, di una patologia che, se non diagnosticata tempestivamente e curata adeguatamente può dare luogo a gravi conseguenze su tutto il corpo. Ecco perché è importante approfondire questioni come la causa, i sintomi e le possibili terapie contro questa forma di diabete.

Con oltre 400 milioni di malati in tutto il mondo e più di 3,5 milioni nella sola Italia, il diabete è una delle malattie croniche più diffuse. Ed anche piuttosto pericoloso, se non diagnosticato in tempo e trattato adeguatamente. Non a caso rappresenta la quarta causa di morte nell’Unione Europea. Ciò che si verifica nel diabete è un’eccessiva presenza di glucosio nel sangue (iperglicemia), dovuta a una scarsa sensibilità dell’organismo all’insulina e/o ad una sua carenza. Parlare del diabete come un’unica patologia, però, è fuorviante. Ne esistono, infatti, diverse forme, tra cui le più conosciute sono il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale. L’approfondimento che segue è dedicato specificatamente al diabete di tipo 1, analizzandone caratteristiche, differenze rispetto al tipo 2, possibili cause e fattori di rischio, sintomi e terapie.

Cos’è il diabete di tipo 1 e che differenza c’è con il diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 1 rappresenta una quota tra il 5% e il 10% dei casi totali di questa malattia. È una forma di diabete autoimmune, perché è il sistema immunitario stesso ad attaccare le cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina. Questo comporta una riduzione se non il totale annullamento della produzione di questo fondamentale ormone. Il diabete di tipo 1 è conosciuto comunemente anche come diabete giovanile, perché la maggior parte di coloro che ne sono affetti sviluppa la malattia prima dei 30 anni. Ciò non toglie, però, che può anche insorgere in età più avanzata. La principale differenza de diabete mellito di tipo 1 rispetto a quello di tipo 2 risiede proprio nel ruolo del sistema immunitario. Da questo elemento discendono poi a cascata numerose altre differenze, che hanno a che fare soprattutto con fattori scatenanti e possibili terapie.

Cause e fattori di rischio del diabete mellito 1

Sulle cause del diabete di tipo 1 non c’è ancora totale chiarezza nel mondo scientifico. Si ipotizza il concorrere di due elementi nell’insorgenza della patologia: una predisposizione genetica attivata da un fattore ambientale (come un’infezione virale o uno squilibrio nutrizionale). Il fattore ambientale scatenante, però, può agire anche in assenza di predisposizione genetica.

Come riconoscere il diabete di tipo 1: i sintomi

Sotto il profilo della sintomatologia, la differenza tra le due forme di diabete mellito tende ad assottigliarsi. I sintomi del diabete di tipo 1, infatti, sono molto simili a quello di tipo 2 e comprendono:

  • aumento della quantità di urina prodotta (e quindi dello stimolo di andare al bagno);

  • frequenti episodi di pipì a letto (soprattutto nei bambini);

  • aumento della sete;

  • aumento della fame (non collegato, però, ad un aumento del peso);

  • perdita di peso;

  • frequente sensazione di affaticamento;

  • offuscamento della vista;

  • mal di testa;

  • lentezza nella cicatrizzazione delle ferite;

  • frequente contrazione di infezioni;

  • prurito;

  • irritabilità.

È necessario sottolineare come in molti casi il diabete di tipo 1 abbia insorgenza improvvisa e molto forte, tanto da provocare l’instaurarsi nell’organismo di una condizione denominata chetoacidosi diabetica, accompagnata da sintomi specifici come confusione mentale, nausea, vomito, dolori addominali.

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La diagnosi del diabete di tipo 1

Per diagnosticare il diabete di tipo 1 è necessario sottoporsi al comune esame del sangue previsto per qualsiasi forma di questa patologia. Si tratta di uno screening che va a misurare i livelli di glucosio presenti nel flusso ematico. Se in due diverse misurazioni il livello di glicemia supera i 126 mg/dl si può parlare di paziente diabetico. Per la diagnosi di questa forma di diabete sono inoltre necessari i dosaggi di specifici autoanticorpi.

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I rischi e le possibili conseguenze del diabete mellito di tipo 1

La tempestiva diagnosi del diabete mellito di tipo 1 (e in generale di tutte le forme di diabete) è di fondamentale importanza per scongiurare il verificarsi di complicanze che possono essere anche molto gravi. Numerosi, infatti, sono i rischi di conseguenze a lungo termine connessi con il diabete. Tra questi, i più gravi sono:

  • Neuropatia: danneggiamento dei vasi sanguigni che nutrono i nervi, in particolare negli arti inferiori (fino al punto da rendere necessaria l’amputazione a seguito di gravi infezioni), con conseguente danno a carico di questi ultimi che si manifesta attraverso dolore localizzato e formicolio;

  • Nefropatia: si verifica quando ad essere danneggiati sono i vasi che portano il sangue ai reni, intaccandone la funzionalità fino a condurre ad un insufficienza renale che può arrivare a necessitare di dialisi;

  • Retinopatia: in questo caso ad essere danneggiati sono i vasi sanguigni che irrorano la retina, provocando una progressiva perdita della vista;

  • Malattie cardiovascolari: i malati di diabete hanno un rischio maggiore di contrarre patologie dell’apparato cardiocircolatorio, come infarti, ictus, arteriosclerosi.

Come si cura e si controlla il diabete mellito di tipo 1

Quando si parla di diabete mellito, è bene sottolineare l’importanza di adottare uno stile di vita sano (soprattutto a livello di alimentazione) in un’ottica di prevenzione nell’insorgere della malattia. Questo ragionamento, però, vale meno in riferimento al diabete di tipo 1, perché il legame con una matrice genetica e con fattori ambientali non sempre controllabili (come l’attacco di un virus) rendono questa forma di mellito più imprevedibile. Anche sotto il profilo delle cure, le alternative non sono molte. La via principale è l’assunzione di insulina, o attraverso iniezioni o mediante microinfusioni. Tale protocollo deve poi essere affiancato da un’alimentazione adeguata e da abitudini di vita sane. L’assunzione di insulina deve protrarsi per tutta la vita. Allo stato attuale delle conoscenze mediche, infatti, non esistono terapie risolutive per il diabete di tipo 1. Va anche sottolineato, però, che, se adeguatamente curato, il diabete 1 garantisce un’aspettativa di vita ormai paragonabile a quella di una persona non malata.

Articolo revisionato dalla dott.ssa Barbara Pirozzi, specialista in endocrinologia e diabetologia presso la Clinica Nuova Itor