L’insufficienza renale cronica si ha ogni qualvolta i reni perdono progressivamente e in modo irreversibile la capacità di svolgere la loro funzione di filtraggio del sangue. Il danno renale cronico può avere diverse cause e conoscerle serve a approntare la giusta terapia. In nessun caso, però, l’insufficienza renale cronica può essere curata, in quanto irreversibile. È possibile solo rallentarne il peggioramento e controllarne gli effetti negativi, mediante terapia causale e sintomatica, dialisi e trapianto di rene.

Cos’è l’insufficienza renale

In medicina, con il termine insufficienza renale si indica la condizione in cui i reni non sono in grado di svolgere pienamente e correttamente la loro funzione, che è quella di filtrare il sangue eliminando le sostanze di scarto (poi espulse attraverso le urine). La persona affetta da insufficienza renale, quindi, non ha una piena funzionalità renale.

Questa situazione può manifestarsi in due modi:

  • Insufficienza renale acuta: si ha quando il rallentamento o Il blocco della funzionalità renale si verificano rapidamente e improvvisamente ed è una situazione potenzialmente reversibile;
  • Insufficienza renale cronica: si ha quando il declino dell’attività dei reni è lento e graduale e porta a una condizione irreversibile.

Questo approfondimento è dedicato all’insufficienza renale cronica, analizzando i sintomi, le cause, il percorso per arrivare a una diagnosi e le possibili terapie e trattamenti per curare questa condizione. Per l’approfondimento sull’insufficienza renale acuta, invece, si rimanda quest’altro approfondimento (link articolo).

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Le cause dell’insufficienza renale cronica

Sono molte le patologie che possono danneggiare i reni, impedendo in tutto o in parte la loro funzionalità. Se ne deduce che altrettanto numerose sono le cause dell’insufficienza renale cronica, che può manifestarsi a seguito di malattie che interessano direttamente il rene o di disturbi a carattere sistemico.

Le principali cause di insufficienza renale cronica sono:

  • Ipertensione arteriosa (comunemente conosciuta come pressione alta);
  • Diabete di tipo 1 e di tipo 2 (diabete mellito);
  • Rene policistico;
  • Glomerulonefrite;
  • Ostruzione prolungata delle vie urinarie (che a sua volta può essere causata da un ingrossamento benigno della prostata, da tumori e da calcoli renali);
  • Insufficienza renale acuta non trattata o trattata con esito negativo;
  • Nefrite interstiziale;
  • Infezioni renali;
  • Reflusso della vescica e dell’uretra;
  • Lupus e altre malattie autoimmuni
  • Nefropatia da farmaci e metalli pesanti

Oltre alle cause specifiche, è bene sottolineare che sono diversi anche i fattori di rischio che espongono alla possibilità di andare incontro ad insufficienza renale cronica. Tra questi, ci sono l’obesità e la ipercolesterolemia, oltre che il naturale avanzare dell’età.

Come riconoscere la disfunzione renale cronica: i sintomi

Nelle prime fasi, l’insufficienza renale cronica può risultare anche asintomatica. I sintomi, però, sono destinati a svilupparsi con il progredire ed il peggiorare del danno fino al blocco e sono dovuti all’incapacità dei reni di mantenere una sufficiente depurazione del sangue.

Tali sintomi progressivi sono principalmente i seguenti:

  • Frequente minzione, soprattutto notturna (nicturia);
  • Alitosi;
  • Affaticamento;
  • Confusione mentale;
  • Mancanza di appetito (con conseguente perdita di peso);
  • Affanno;
  • Gonfiore degli arti;
  • Anemia;
  • Nausea e vomito;
  • Dolori muscolari, crampi e spasmi;
  • Comparsa di ecchimosi;
  • Prurito generalizzato
  • Edema polmonare;
  • Pericardite;
  • Ulcere gastrointestinali.

Come diagnosticare l’insufficienza renale: analisi ed esami

La comparsa di uno o più sintomi riconducibili all’insufficienza renale cronica deve portare immediatamente a contattare un medico specialista in nefrologia, per poter appurare con rapidità l’effettiva presenza del danno o blocco e intervenire.

Sostanzialmente, la diagnosi di danno renale si basa su:

  • visita specialistica con anamnesi;
  • analisi del sangue (indice di azoto ureico, creatinina, sodio, potassio, cloro, calcio, fosforo, emocromo, acido urico);
  • analisi delle urine;
  • esami di diagnostica per immagini (ecografia renale, TC e risonanza magnetica);
  • biopsia renale (eventuale).

Nella maggior parte dei casi, se il paziente non è già ricoverato, è necessaria l’ospedalizzazione, per potere tempestivamente mettere in atto il percorso di diagnosi e trattamento.

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Le terapie per la cura e il trattamento dell’insufficienza renale cronica

Una vera e propria cura per l’insufficienza renale cronica non esiste, perché si tratta di una condizione irreversibile. I reni, quindi, non possono essere ricondotti alla loro funzionalità. Quello che si può fare, però, è approntare una terapia che consenta di trattare l’insufficienza renale, per rallentarne lo sviluppo e il peggioramento e per garantire a chi ne è colpito una migliore qualità della vita. Sull’esito di tale terapia incidono ovviamente molteplici fattori, come l’età, lo stato di salute complessivo e la gravità del danno renale. Per questo motivo, non è possibile esprimersi con certezza sulla speranza di preservazione della funzione renale residua. È bene però sottolineare che, grazie ai continui progressi della medicina nel campo della nefrologia, tale aspettativa, e quella sulla sopravvivenza e qualità di vita in dialisi, si è notevolmente allungata e può essere di molti anni.

In generale, il trattamento dell’insufficienza renale cronica prevede tre step:

  • rimozione o controllo delle condizioni patologiche che l’hanno causate e/o di quelle che possono aggravarla (terapia causale);
  • rimozione o controllo dei sintomi (terapia sintomatica)
  • adozione di un adeguato stile di vita;
  • dialisi e/o trapianto di rene.

Terapia causale

Per prima cosa, il trattamento dell’insufficienza renale cronica deve puntare a rimuovere o controllare le cause che hanno scatenato il blocco dei reni. Questo significa che la terapia va diversificata a seconda dei casi. Ad esempio, nel caso l’insufficienza sia conseguenza del diabete, bisogna agire per abbassare il livello di glucosio. Discorso analogo con la pressione sanguigna nel caso di ipertensione. In questa fase, quindi, si utilizzano terapie farmacologiche specifiche per i diversi disturbi. In particolare – salvo alcune eccezioni – è possibile attuare una terapia nefroprotettiva con farmaci che rallentano la progressione del danno renale.

Terapia sintomatica

Per quanto riguarda, invece, i trattamenti che mirano a rimuovere i sintomi e le conseguenze del danno renale. Tra questi, rientrano:

  • farmaci diuretici, per ridurre la ritenzione idrica;
  • farmaci per la prevenzione dell’accumulo di potassio nel sangue;
  • farmaci per il ripristino del corretto livello di concentrazione di calcio nel sangue.

Dieta e stile di vita

Adottare un corretto regime dietetico è fondamentale per rallentare la degradazione della funzionalità renale. In particolare, con il nefrologo o con il supporto di un nutrizionista, è necessario approntare una dieta che riduca il quantitativo di proteine ingerite, pur senza perdere un’eccessiva quanta di aminoacidi.

Dialisi

Quando l’insufficienza renale raggiunge uno stadio di gravità tale da indurre alti livelli di uremia (presenza di elevati livelli di urea nel sangue) è necessario ricorrere alla dialisi, un trattamento che sostituisce la funzione dei reni, ripulendo il sangue dai prodotti di scarto.

Trapianto di rene

Nei casi di grave insufficienza renale cronica, la soluzione ottimale è il trapianto di rene, che comporta la sostituzione di uno o di entrambe gli organi con altri provenienti da un donatore compatibile. Si tratta, di una procedura che prevede un percorso di valutazione di idoneità del singolo caso clinico da parte del centro trapianti e l’attesa della disponibilità di un organo compatibile.

Il Centro Dialisi della Clinica Nuova Itor